Come il cielo racconta il tempo che passa

Dicembre è il mese in cui il rapporto tra luce e tempo diventa più evidente. Le giornate si accorciano, le notti si allungano, e il mutamento è percepibile anche da chi non osserva abitualmente il cielo. Tuttavia, dietro questa esperienza quotidiana si nasconde una dinamica astronomica più complessa di quanto appaia a prima vista. Questo contributo propone un percorso di lettura attraverso i principali elementi astronomici del mese di dicembre, con particolare attenzione a due date spesso confuse: il 13 dicembre e il 21 dicembre. Comprendere che cosa le distingue aiuta non solo a chiarire alcuni luoghi comuni, ma anche a cogliere come il movimento della Terra influisca in modo sottile sulla nostra percezione del tempo.

Dicembre: un mese di transizione

Nel mese di dicembre, nell’emisfero boreale, il Sole percorre la parte più bassa del suo cammino apparente nel cielo. Ogni giorno sorge un po’ più tardi e tramonta più presto, riducendo progressivamente la durata della luce diurna. Questo fenomeno è legato all’inclinazione dell’asse terrestre e non alla distanza della Terra dal Sole.

Nei primi giorni del mese, la diminuzione della luce è evidente e regolare. Proseguendo verso la metà di dicembre, però, il comportamento del giorno diventa meno intuitivo: l’orario dell’alba e quello del tramonto non variano in modo simmetrico. È in questa fase che emergono le differenze tra ciò che percepiamo e ciò che avviene realmente dal punto di vista astronomico.

Il ruolo del crepuscolo

Tra il giorno e la notte esiste una fase intermedia chiamata crepuscolo, durante la quale il Sole si trova sotto l’orizzonte ma la sua luce continua a illuminare l’atmosfera. Questa illuminazione indiretta è dovuta alla diffusione della luce solare nell’aria. Gli astronomi distinguono tre tipi di crepuscolo: civile, quando la luce è ancora sufficiente per svolgere attività all’aperto; nautico, quando l’orizzonte è appena distinguibile; astronomico, quando il cielo diventa quasi completamente buio. In dicembre, alle latitudini italiane, l’insieme di queste fasi si estende notevolmente. La notte astronomica, cioè il periodo di buio completo, raggiunge la sua massima durata annuale proprio in prossimità del solstizio.

Il 13 dicembre: il tramonto più precoce

Il 13 dicembre è spesso indicato come il giorno più buio dell’anno, ma questa affermazione non è corretta dal punto di vista astronomico. Ciò che rende speciale questa data è un altro aspetto: intorno a questo giorno il Sole tramonta nel punto più anticipato dell’anno.

Fino al 13 dicembre, ogni giorno il tramonto avviene un po’ prima. Dopo questa data, l’orario del tramonto smette di anticipare e rimane stabile per alcuni giorni, prima di iniziare lentamente a ritardare. Le sere, dunque, non continuano ad accorciarsi oltre questo punto. L’alba, però, segue un andamento diverso. Nei giorni successivi al 13 dicembre il Sole continua a sorgere sempre più tardi. Di conseguenza, anche se la sera non peggiora più, la durata complessiva del giorno continua a diminuire.Il 13 dicembre rappresenta quindi una soglia percettiva: un momento in cui il peggioramento serale si arresta, senza che vi sia ancora un reale aumento della luce.

Il 21 dicembre: il solstizio d’inverno

Il 21 dicembre segna il solstizio d’inverno, un evento astronomico di grande importanza. In questo giorno il Sole raggiunge la massima distanza angolare dall’equatore celeste e descrive nel cielo l’arco più basso dell’intero anno. Dal punto di vista pratico, questo si traduce nel giorno con la minore durata di luce. È il momento in cui la notte è più lunga e il Sole rimane sopra l’orizzonte per il tempo più breve. Dopo il solstizio, la durata del giorno comincia lentamente ad aumentare. Questo cambiamento è inizialmente impercettibile e non coincide subito con un’anticipazione dell’alba, che continuerà a tardare ancora per alcuni giorni. Tuttavia, dal punto di vista astronomico, il minimo è stato superato.

Due date, due significati diversi

Il 13 dicembre e il 21 dicembre vengono spesso confusi perché entrambi sono associati al buio. In realtà, rappresentano due fenomeni distinti. Il 13 dicembre riguarda l’orario del tramonto ed è legato alla percezione quotidiana delle sere sempre più brevi. E’ il giorno in cui percepiamo come più corto.
Il 21 dicembre riguarda la durata complessiva del giorno ed è determinato dalla posizione della Terra nel suo moto attorno al Sole. Il primo ha un significato soprattutto percettivo, il secondo un significato strutturale e astronomico. Il cambiamento, in astronomia come nella natura, spesso comincia prima di essere visibile.

Lascia un commento